La TERAPIA dei TRIGGER POINT MUSCOLARI nella CEFALEA TENSIVA

30.06.2014 22:09

 

 

 

 

La Cefalea Tensiva (Tension Type Headache  TTH) è un disordine doloroso comunemente riscontrato nella pratica clinica e sperimentato praticamente da ogni essere umano ad un certo punto della sua vita. La reale patogenesi resta ancora sconosciuta. L’elemento predominante in tale forma di Cefalea, in particolare in quella Cronica, è la presenza di tessuto muscolare ipersensibile al dolore se stimolato meccanicamente : la tenderness (dolorabilità) pericraniale.  Ad oggi una causa-effetto tra tenderness e Cefalea Tensiva Cronica non è stata stabilita. Uno studio longitudinale di 12 anni per la prima volta ha dimostrato che tale tenderness è una conseguenza e non un fattore di rischio.

La Cefalea Tensiva è una forma primaria di Cefalea , per la quale esiste una chiara evidenza scientifica sul ruolo eziologico dei trigger points.

I TRIGGER POINTS  sono aree iperirritabili e ipersensibili all’interno di bande tese (fasci di fibre) muscolari . Quando queste fibre sono stimolate meccanicamente, mediante  palpazione o dry needling, rispondono con dolore riferito a distanza dall’area. Si classificano in Trigger Point Attivi se riproducono spontaneamente o dietro provocazione, sintomi sensitivi e motori riconosciuti dal paziente come familiari o usuali; Trigger Point Latenti se al contrario non sono fonte di dolore spontaneo ma se provocati riproducono dolore riferito e sintomi (www.riccardorosa.it/trigger-point-miofasciali/).

Diversi studi clinici condotti da gruppi di ricerca vari hanno dimostrato la prevalenza di Trigger Point Attivi nella Cefalea Tensiva in particolare nei muscoli: SUB-OCCIPITALI (65% dei casi), TRAPEZIO SUPERIORE (60-70%), STERNOCLEIDOMASTOIDEO (60-70%), OBLIQUO INFERIORE  (86% dei casi), TEMPORALI e RETTO LATERALE. I pazienti con Cefalea Tensiva Cronica che hanno questi Trigger Point Attivi hanno dimostrato avere un'INTENSITA' PIU' SEVERA del mal di testa, DURATA  e FREQUENZA PIU' LUNGHE  in confronto a quelli con con Trigger Point Latenti.

Combinando scienza di base e clinica, Cesar Fernandez de las Penas ha formulato un modello aggiornato di Cefalea Tensiva Cronica secondo il quale i TRIGGER POINTS ATTIVI in quei muscoli innervati dai segmenti cervicali superiori (C1-C3) ed il nervo trigeminale sarebbero i responsabili di una nocicezione periferica che produrrebbe una continua stimolazione del nucleo trigeminale caudale con conseguente sensibilizzazione del sistema nervoso centrale . Pertanto la tenderness muscolare locale sarebbe una conseguenza, mentre i TRIGGER POINTS sarebbero la causa principale, ma non l’unica, di tal Cefalea. Questo modello necessita di future conferme e verifiche.

Sulla base dei dati oggi disponibili sembra che la nocicezione proveniente da tali TRIGGER POINTS possa perpetuare o promuovere la sensibilizzazione del sistema nervoso centrale nei soggetti con Cefalea Tensiva.

INATTIVARE I TRIGGER POINTS ATTIVI SIGNIFICA RIDURRE TALE IPERSENSIBILITA' e MIGLIORARE il quadro clinico a livello della testa, cervicale posteriore e spalle. I TRIGGER POINTS non sono presenti solo nella Cefalea Tensiva MA ANCHE nell’EMICRANIA e CEFALEA a GRAPPOLO.

Esistono numerose possibilità di intervento per il trattamento dei trigger Point: dry needling, ultrasuoni, laser therapy, electrotherapy, e terapie manuali (tecniche di digitopressione/compressione ischemica, spray e stretch, PIR, RI, NMT, MET, SCS, HVLA, Stretching).

Nell’opinione finale dell’autore , I PAZIENTI con CEFALEA TENSIVA o EMICRANIA POSSONO AVERE BENEFICI e MIGLIORARE CLINICAMENTE con la terapia dei Trigger Points (www.riccardorosa.it/trigger-point-miofasciali/) Evidenze recenti confermano che l’APPROCCIO FISIOTERAPICO MULTIMODALE SIA L'INTERVENTO PIU' APPROPRIATO  per questi pazienti.